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GEOLOGIA
e MORFOLOGIA della Grotta.
Il
rilevamento geologico ha evidenziato che la morfologia interna della grotta
è costellata dalle presenza di un insieme: A) di forme speleogenetiche
(di ampliamento della cavità) e B) di depositi speleopoietici (di
riempimento della cavità).Entrambi sono prodotti dalla combinazione
dei processi tettonici e climatici con quelli fisici e chimici dello scorrimento
delle acque.
A.
Le forme speleogenetiche (di ampliamento) della grotta sono di tipo tettonico,
erosivo e indotte.
1. Le forme tettoniche sono composte da:
•
fughe (con movimento relativo delle 2 parti di roccia);
• diaclasi (senza il movimento relativo delle 2 parti). Presentano
un andamento principalmente subverticale con disposizione trasversale
e longitudinale lungo tutto lo sviluppo della grotta; sono parzialmente
o completamente riempite da forme concrezionarie o da depositi alluvionali.
2.
Le forme erosive sono costituite da:
• Forre, meandri e solchi laterali concavi, prodotte dallo scorrimento
idrico a pelo libero cioè con occupazione parziale da parte dell'acqua
del condotto o della galleria;
• relitti di condotte 'freatiche" e canali di volta prodotte
dal deflusso idrico a pieno carico cioè con occupazione totale
del condotto o della galleria;
• scallops, forme parietali concave, dell'ordine dei centimetri,
causate dal moto turbolento delle acque;
• solchi di ruscellamento causati dallo scorrimento idrico verticale
dalla sommità della volta.
3.
Le fortie indotte sono presenti con aree in frana, prodotte dalla combinazione
dei processi tettonici con quelli erosivi (processi gravi - clastici).
B.
Le forme speleopoietiche (di riempimento), cioè derivate da quell'insieme
di fenomeni fisici e chimici che producono l'accumulo di materiali all'interno
della cavità, sono costituite da depositi concrezionari, depositi
alluvionali e depositi per frana.
I.
I depositi concrezionari o litochimici (speleotemi) sono concentrati maggiormente
nei tratti iniziale e terminale e sono caratterizzate principalmente dalla
presenza di:
• stalattiti;
• stalagmiti;
• concrezioni a doccia o medusiformi;
• concrezioni di tipo coralloide;
• concrezioni a canne d’organo;
• vaschette.
2.
I depositi alluvionali sono costituiti da:
• Epivulcanoclastiti di origine piroclastica, depositati dalle eruzioni
vulcaniche esternamente all'ambiente ipogeo e successivamente erosi, trasportati,
classati e sedimentati all'interno della grotta dai deflussi idrici torrentizi;
• limi e argille;
• sattie;
• ghiaie e trecce.
3.
I depositi per frana rinvenuti solo per crollo di parti delle volte e
per ribaltamento di parti di pareti.
Dal rilevamento geologico condotto e dai dati ricavati dalla letteratura
in possesso di scrive sono stati distinti e classificati 8 tipi di depositi
sedimentari individuati in numerosi affioramenti disposti lungo tutti
i 950 m circa di lunghezza della grotta. La distinzione dei depositi è
stata eseguita tenendo conto della loro composizione granulometrica, della
loro morfologia deposizionale, della loro posizione stratigrafica e partendo
dal più antico al più recente, si hanno:
Depositi
cineritici:
di colore grigio scuro con una superficie di alterazione esterna nerastra
composti prevalentemente da ceneri grosse e subordinatamente da medie
e fini, talora con pomici aventi una granulometria millimetrica;si rinvengono
principalmente nelle depressioni laterali, erosive e tettoniche, delle
pareti del tratto mediano della grotta, a circa 370 m dall'ingresso, in
prossimità della I strettoia, posti ad un'altezza compresa tra
circa 1 e 3 m, dal letto del deflusso idrico attuale della sorgente carsica.
Depositi
sabbiosi grossolani (epivulcanici):
sono costituiti da sabbia grossolana avente una granulometria prevalente
compresa tra 1 e 1,5 mm i granuli sono costituiti per circa il 90% da
pirosseni augitici e subordinatamente da feldspati e rari anfiboli di
aspetto vetroso verde;la matrice, scarsa, è di tipo postsedimentaria
costituita da depositi carbonatici giallastri depositati dalle acque di
percolazione e infiltrazione dopo la deposizione del sedimento, è
possibile rinvenirli nei riempimenti delle fessure, delle faglie e nelle
concavità erosive, poste nelle pareti laterali presenti nel tratto
mediano della grotta;nel tratto mediano, a circa 350 m dall'ingresso,
pochi metri prima del tunnel nelle sabbie leucititiche ad un' altezza
di circa 2 metri, in una piccola cavità presente nella parete calcarea,
è stato rinvenuto un dente fossile (Dr. Geol. Claudio Succhiarelli,
1999) in corso di determinazione) dì colore nerastro per la precipitazione
di ossidi di manganese dal deflusso delle acque torrentizie.
Depositi
conglomeratici:
si rinvengono esclusivamente nel tratto terminale della grotta tra gli
893 e 936 m dall'ingresso, sono costituiti da un insieme di ciottoli eterometrici
delle dimensioni variabili da pochi centimetri a 10-15cm, ben elaborati
in una matrice sabbiosa e limosa grigia e risultano di incerta collocazione
stratigrafica;
il deposito si presenta abbastanza caotico con prevalenza di ciottoli
di grandi dimensioni, si può classificare come un conglomerato
non organizzato, dovuto ad una deposizione rapida dei sedimenti trasportati
da un deflusso o più deflussi idrici, provenienti dall'esterno
e ad elevata energia non permettendo nessuna selezione granulometrica
preferenziale prima della deposizione;
sono di incerta attribuzione temporale in relazione ai precedenti depositi
sabbiosi grossolani e ai depositi successivi, in quanto non sono state
rilevate evidenze morfologiche o stratigrafiche che permettessero una
loro collocazione cronologica nella successione generale.
Depositi
sabbiosi grigi leucititici:
si rinvengono essenzialmente nel tratto mediano iniziale della grotta,
in particolar modo a circa 380 m e 400m dall'ingresso della grotta, costituiscono
il riempimento di faglie tettoniche ampliate dall'erosione idrica e sono
caratterizzati da sabbie grigie con frammenti di leucite alterata per
idratazione in analcime:
a circa 406 m i sedimenti sabbiosi leucititici presentano al loro interno
discontinuità stratigrafiche che testimoniano di più fasi
deposizionali ed erosive che si alternarono prima del riempimento totale
di questo tratto della grotta.
Depositi
brecciosi e sabbiosi grossolani:
si rinvengono nel tratto compreso tra i 187m e i 204m dall'ingresso nella
parte finale della galleria fangosa, sono dislocati a differenti altezze
fino ad un'altitudine di circa 8 m dal letto del deflusso attuale del
torrente;
sono costituiti prevalentemente da depositi epivulcanici debolmente coerenti
composti da un brecciolino scuro di pirosseni augitici (silicati di Ca,
Mg e Fe) in una scarsa matrice sabbiosa medio fine postsedimentaria, di
colore beige, e subordinatamente da livelli di sabbie fini limose;
in relazione ai precedenti depositi sabbiosi grigi leucititici e ai depositi
successivi, sono di incerta collocazione nella successione complessiva,
in quanto non sono state rilevata evidenze morfologiche o stratigrafiche
che ne permettessero una loro distinzione cronologica relativa.
Depositi
terrazzati del I° e II° ordine:
Il succedersi e l'alternarsi, nel corso del tempo, delle variazioni del
deflusso torrentizio ipogeo, con fasi deposizionali e fasi erosive di
incisione dei sedimenti precedentemente deposti, hanno prodotto, per alcuni
sedimenti, una loro disposizione in ripiani terrazzati con una scarpata
erosiva di raccordo con la base dell'attuale deflusso idrico.Sono stati
distinti 2 terrazzi del I° ordine e un corpo di sedimenti posti stratigraficarnente
superiormente ad un terrazzo del I° più recente interpretato
come resti erosi di un terrazzo più antico del II° ordine.
Sono caratterizzati da una beve inclinazione verso il letto dello scorrimento
delle acque che li ha incisi.
Si sono rinvenuti nel tratto mediano: 1 nel salone titanico e 2 in una
sala della galleria posta tra i 330 e i 354 m dall'ingresso.
Depositi
dell'alveolo attuale:
Sono costituiti principalmente da brecce calcaree poco elaborate subangolose
provenienti dalla disgregazione carsica della roccia della grotta. Le
brecce calcaree presenti nell'alveo del torrente sono ricoperte da una
patina nerastra dovuta alla precipitazione di ossidi di manganese.
All'interno
del deposito si sono rinvenuti rari ciottoli:
1. calcarei ben elaborati di duplice provenienza:
• dall'erosione esterna (epigea) di depositi ghiaiosi e/o conglomeratici
(di non accertabile origine (fluviale, marina, lacustre);
• dall'erosione interna (ipogea) dei depositi conglomeratici presenti
nelle parti terminali profonde della grotta;
2. lateritici o bauxitici rimaneggiati dall'esterno e ben elaborati dal
trascinamento del deflusso idrico torrentizio, tali da assumere l'aspetto
ciottoloso arrotondato delle ghiaie.
Questo deposito è distribuito dall'ingresso della grotta fino alla
sua parte terminale interna, senza soluzioni di continuità, costituendo
la morfologia uniformemente lineare, con debole pendenza, del profilo
idraulico di equilibrio dell'alveo le acque dell'attuale sorgente carsica.La
loro deposizione è ipotizzabile a partire dall'ultima fase glaciale
fredda in cui le precipitazioni intense favorirono l'erosione dei sedimenti
esterni, il trasporto e la loro sedimentazione nell'incisione precedentemente
avvenuta in climi caldi.
Depositi
fangosi di recente:
Sono costituiti dai residui dei depositi fangosi (limi e argille) di colore
rossastro, per gran parte asportati nel 1955 a seguito di un processo
di bonifica. Provengono dai processi di dissoluzione dei sedimenti carbonatici
ipogei ed epigei che costituiscono il sistema carsico in cui è
inserita la grotta.
I sedimenti fangosi sono costituiti da: sedimenti con laminazioni orizzontali
e incrociate millimetriche e del decimo di millimetro di spessore; sedimenti
senza stratificazioni di aspetto massivo.I sedimenti laminati indicano
una sedimentazione per decantazione prodotta dalla diminuzione energetica
del trasporto. Le lamine presentano una colorazione alternata in scure
(più finì) e chiare (più grossolane).Si rinvengono
esclusivamente lungo il pavimento e nelle fessure tettoniche ed erosive
laterali delle pareti della grotta, dall'ingresso fino a circa 200 m al
suo interno.La loro formazione è collegata all'interrimento, da
parte dei sedimenti trasportati dalle acque della sorgente carsica, di
un invaso artificiale ipogeo realizzato in epoca passata, ipotizzabile
tra il 1600 e il 1700 e utilizzato come serbatoio idrico durante l'estate
per il funzionamento delle mole di fondovalle.L'invaso fu creato con l’edificazione,
all'ingresso della grotta, di un muro diga in pietrame e malta cementizia
avente un'altezza di circa 3,20-3,40 m con un basamento di fondazione
(attualmente visibile) di 9 m di larghezza e 2,70 m di spessore e di 1,5
m nella parte sommitale.Il livello di interrimento è ricostruibile,
procedendo dall'ingresso verso l'interno, in base alla traccia residuale
scura esistente su entrambe le pareti della grotta indicante il livello
massimo raggiunto dal fango, che gradualmente diminuisce di altezza per
azzerarsi a circa 250 m intersecandosi con il livello del letto del deflusso
attuale.Durante il rilievo geologico della grotta sono state rinvenute
due gruppi di pitture rupestri a figure nere e rosse (4 antropomorfe e
1 zoomorfa,) situate a circa 3 m di distanza tra loro e a circa 28m dall’inizio
dell’attuale passerella, anch'esse poste al di sopra del livello
massimo raggiunto dal fango di interrimento.
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