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La Storia |
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LA
STORIA di Bellegra.
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Le
origini di Bellegra si perdono nella notte dei tempi. Stando alle fonti
più attendibili, sembra che il vecchio nucleo - l'allora Vitellia
- esistesse già nel VI secolo a.C. sul Monte Celeste, dove oggi
sorgono le case del paese, vi furono insediamenti degli Equi e degli Ernici
ed infine dei Romani. Questi ultimi vi si stabilirono dopo aspre battaglie,
facendo del monte un'importante postazione strategica. Anche se la storia
del paese sembra in più punti offuscata dalle contraddizioni, di
quanti hanno voluto ricostruirla, le testimonianze tangibili di quel passato
si trovano ovunque nella zona, a cominciare dai resti di un tempio dedicato
alla dea Bona e
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caratterizzato
da imponenti muraglioni squadrati, detti "Mura Ciclopiche ",
che costeggiano il paese in più parti, e danno un'idea dei sistemi
difensivi di allora. Interessanti anche le "Opus Cementicus",
costruzioni cementizie erette dai Romani. Nel comune di Bellegra è
presente un’area di grande rilevanza ambientale e paesaggistica,
detta del
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“Pantano”,
interessata da vistosi fenomeni carsici, tra il fosso delle Vaghe ed il
Fosso La Cona troviamo le “Grotte
dell’Arco” lunghe quasi 1000 mt. ed in alcuni punti
alte fino a 30 mt., precedute da un grande arco naturale esterno, quale
residuo del primordiale sviluppo della grotta. La cavità naturale
risulta estremamente suggestiva per la ricchezza di stalattiti, stalagmiti,
inghiottitoi e contiene resti di faune del paleolitico medio e superiore
con tracce di industria litica del Mesolitico, nonché pitture antropomorfe
e zoomorfe. Il Ministero per i Beni Culturali Ambientali in una sua nota
del 27 giugno 1981, considerato che la grotta riveste importante interesse
per lo studio delle culture del paleolitico e del mesolitico, riteneva
l'area interessata dal percorso della grotta di particolare interesse
archeologico ai sensi della legge 01 giugno 1939 n. 1089.
Il sito è inoltre oggetto di recupero e valorizzazione di tale bene archeologico e dell’area circostante per la ri-costituzione di microhabitat soprattutto acquatici per la riproduzione della batracofauna; la creazione poi di un percorso naturalistico tra la grotta e la sede dell'attuale camping per la fruizione di un’area turistico didattica. |
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