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Carsismo
MORFOGENESI
ED IDROLOGIA DELL’EPICARSO
Si
rende necessaria una breve descrizione dei modelli evolutivi e idrodinamici
elaborati sul carsismo, al fine di comprendere il comportamento idrologico
dell' acquifero carsico investigato.
Gli argomenti di seguito considerati riguardano: lo sviluppo morfogenetico
del carsismo, la dinamica di flusso e l'idrochimica dell'epicarso.
LO
SVILUPPO MORFOGENICO
Fattori primari dello sviluppo carsico
La permeabilità originaria delle rocce carbonatiche è trascurabile
nella quasi totalità dei casi, la struttura carsica di tali rocce
rappresenta in effetti un'acquisizione secondaria collegata a varie fasi
evolutive sequenziali ed in parte concomitanti.
a) sviluppo iniziale di sistemi di fratturazioni e cavità, conseguenti
a sollecitazioni tettoniche;
b) sviluppo morfologico e sviluppo del sistema idraulico;
c) prolungata azione di aggressione chimica e biochimica delle acque circolanti.
Il meccanismo della carsificazione può essere rappresentato secondo
uno schema:
Fessure create da sollecitazioni tettoniche, sono sufficienti a predisporre
la roccia alla circolazione idrica. Tale circolazione deriva dal costituirsi
di un gradiente idraulico applicato, cioè alla differenza di carico
tra la quota dell'infiltrazione e quella degli esutori a valle. L'acqua
che satura il sistema iniziale di fessure, nel caso sia provvista di un
potenziale bio-chimico sufficiente, amplia le vie di circolazione attraverso
meccanismi di dissoluzione (carsificazione). Il complesso dei fattori
meccanici e chimici sopra indicati concorre alla degradazione del mezzo,
il massiccio roccioso. L'assenza di uno di tali fattori blocca qualsiasi
possibilità di sviluppo del serbatoio carsico. Il massiccio roccioso
mantiene in tal caso la compattezza originaria ed il carsismo può
svilupparsi solo in corrispondenza dei settori di campionamento esposti
all'azione degli atmosferili. Ogni percolazione profonda delle acque viene,
in tal modo, inibita dall'assenza di fratturazione. In assenza di percolazione,
l'unica permeabilità sussistente è legata alla sola apertura
delle fenditure in seguito a stress tettonico. La stessa cosa si verifica
nel caso della percolazione di acque non aggressive, in entrambi i casi
il serbatoio non può assumere il carattere carsico. L'indebolimento
e, più ancora, l'annullamento dei potenziali idraulici e biochimici
possono determinare l'insorgenza di una evoluzione regressiva che tende
ad obliterare in parte o totalmente le strutture beanti del serbatoio.
Evoluzione
del processo carsico.
La connotazione maggiore dell'ambiente epicarsico consiste nel contrasto
di intensità di fratturazione tra i livelli rocciosi superficiali
e quelli più compatti posti a maggiore profondità . Le fasi
evolutive dello sviluppo morfologico dell'epicarso vengono esaminate in
maniera estesa e complessiva in un lavoro di Klimchouk (1995). I punti
significativi di tale studio vengono di seguito riportati per il valore
idrologico che assumono. La formazione delle doline rappresenta uno degli
aspetti morfogenetici più importanti nello sviluppo superficiale
dell'epicarso. Il flusso, inizialmente diffuso nell'epicarso, tende a
concentrarsi preferenzialmente lungo giunti e faglie di dimensioni maggiori
in continuità idraulica con la zona vadosa. La soglia di percolazione
alla base dell'epicarso determina una concentrazione di flusso nel passaggio
dalla zona epicarsica alla sottostante "zona a blocchi" . Tale
concentrazione di flusso nell'epicarso costituisce il meccanismo determinante
nello sviluppo delle doline, rispetto ad ogni influenza esercitata da
altre modalità di flusso idrico dell'ambiente esogeno. La fase
iniziale del processo di formazione delle doline è attivata a partire
dalla intensa corrosione diffusa che si genera all'interno del cono di
depressione segnato dalla superficie della falda epicarsica. L'asse del
cono di depressione coincide con la maggiore discontinuità e frattura
verso cui converge il flusso idrico. Con l'abbassamento della superficie,
le aree assumono i caratteri di doline di dissoluzione il cui sviluppo
è connesso al ruolo di "fuoco" centripeto esercitato
dalla dolina nei riguardi del flusso idrico.
In
sintesi il ciclo carsico si realizza in tre fasi:
-
fase giovanile, nella quale si verifica il dominio delle forme di erosione;
- fase matura, che vede l'abbandono delle cavità superiori e l'inizio
dei processi di crollo;
- fase senile, nella quale i processi clastici hanno fine e prendono piede
il concrezionamento e la fossilizzazione delle cavità superiori
(carsismo fossile).
Funzionamento
idrologico dell'epicarso.
Schemi strutturali e funzionali.
Una rappresentazione schematica dell'idrologia degli acquiferi carbonatici
considera i due estremi:
1)
flusso diffuso lungo giunti, fratture, piani di stratificazione ed altre
piccole aperture interconnesse centimetriche o millimetriche;
2)
flusso, spesso turbolento, attraverso sistemi integrati di condotti, con
dimensioni dei vuoti superiori al centimetro o al metro.
Meccanismi
di concentrazione.
Il
ruolo svolto dalle depressioni nella idrologia carsica è analogo
a quello sviluppato dalle valli nelle forme fluviali superficiali. Nel
caso delle forme carsiche possono essere riconosciuti tre meccanismi di
concentrazione;
1)
overlaridflow, (ruscellamento), definito come flusso sulla superficie
del suolo;
2) throughflow, definito come flusso laterale all'interno del suolo;
3) subcutaneousflow, definito come flusso laterale nell'epicarso ("bedrock").
Meccanismi
di alimentazione.
I
meccanismi di trasferimento dell'acqua di infiltrazione nella zona arcata
dell'acquifero hanno ricevuto particolare attenzione da parte degli studiosi
del carsismo in particolare viene citato il criterio della dimensione
fisica dei vuoti, per l'identificazione di tre differenti meccanismi di
alimentazione:
1)
shaftflow, definito come flusso di acque meteoriche in forma pellicolare
sulle pareti verticali di pozzi;
2) vadose flow, definito come scorrimento essenzialmente verticale di
acque meteoriche in fessure e fratture allargate;
3) vadose seepage, definito come percolazione di acqua attraverso piccole
fessure, o come flusso intergranulare.
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